chiese medioevali entro le mura rione regola
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In questa pagina: Altre chiese entro le Mura
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S. Maria in Monticelli (Via di S. Maria in Monticelli)
S. Salvatore in Onda (Via dei Pettinari)
La chiesa di S. Salvatore in Onda è ricordata per la prima volta in una bolla di Onorio II del 1127 che menziona un presbiter Crescentius Salvatoris in unda tra i rettori della Romana Fraternitas. Inizialmente fu intitolata ai Ss. Salvatore e Cesario; ma forse perché nei pressi già esisteva una chiesa di S. Cesario (oggi scomparsa), rimase soltanto la prima intitolazione. La chiesa fu detta in unda a causa delle inondazioni del Tevere alle quali fu continuamente soggetta. La chiesa attuale risale alla fine del sec. XI. In un codice della Biblioteca Apostolica Vaticana è riprodotto un affresco che un tempo si trovava nella chiesa: esso raffigurava un vecchio monaco a nome Bonino - identificato con il fondatore - nell'atto di tenere in mano una chiesa con campanile. Nelle parti alte del fabbricato sopravvivono parti di muratura medioevale. Tra la fine del XVII e la prima metà del XVIII secolo la chiesa fu rialzata e coperta a volta; nel corso dei lavori vennero soppresse le finestre ad arco acuto, mentre le colonne furono nascoste entro pilastri. I lavori del 1878 hanno rimesso in luce le dodici colonne lisce o scanalate (quattro di granito, tre di marmo bianco, due di bigio lumachellato, una di cipollino, una di greco fasciato, una di pavonazzetto) insieme ai capitelli romani corinzi e compositi; qualcuno di essi è di epoca medioevale (IX-XII secolo). Sotto il presbiterio si trova la cripta medioevale appartenente alla prima edificazione della chiesa; vi si accede per il tramite di una scala in muratura posta attualmente nella Casa dei Pallottini. In origine però la cripta doveva possedere due ingressi laterali ai lati dell'attuale presbiterio, in fondo alle navate minori. La cripta (che insiste sui resti di un edificio romano del II sec. d.C.) ha pianta rettangolare e le colonne romane, o meglio i rocchi di colonne, sostengono delicate volte a crociera. Lungo tutte le murature sono incassati resti architettonici di età imperiale a cominciare da due esili colonne, alcuni ovuli di capitelli e pezzi di trabeazioni. La costruzione medioevale attesta il riutilizzo di qualsiasi elemento trovato abbandonato, utilizzato per creare le murature stesse. I rocchi di colonne appartengono allo stesso elemento portante; questo è stato tagliato in tre pezzi ma solo due sono stati riusati (il terzo non si sa che fine abbia fatto). I capitelli ionici appartengono ad edifici spogliati o ormai distrutti, così come il grande capitello corinzio che funge da altare. Nel corridoio d'ingresso al Ritiro (a sinistra della chiesa) si conservano alcune memorie epigrafiche dell'antica Chiesa di S. Salvatore. |