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torri medioevali fuori le mura torre del coazzo

 

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Torre del Coazzo

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Note
In questa sezione sono descritte le fortificazioni medioevali esterne alla Mura di Aureliano (ma comunque all'interno dell'ambito territoriale odierno di Roma) che conservano cospicui resti medioevali. La sezione è ancora in lavorazione.



titolo
Il sito di Roma Medioevale

A cura di
Fabrizio Alessio Angeli
Elisabetta Berti

© 2001-2012 Roma (I)
Associazione SestoAcuto
Tutti i diritti riservati

Salvo diversa indicazione,
tutti i testi e le fotografie
sono dei curatori.

Questa pagina è stata aggiornata il 18.10.2007

Ruderi del Coazzo 1
1. Panoramica dei resti da Ovest

TORRE DEL COAZZO (via B. Bernardini)
I ruderi della torre detta del Coazzo sono situati nel piccolo quartiere di San Cleto, al km 10,200 della via Nomentana, su  una collinetta (raggiungibile da via B. Bernardini) recentemente adattata a giardino pubblico. Le strutture superstiti si riferiscono a un casale-torre costruito nel sec. XIII che riutilizzano resti di una villa romana (che doveva in antico occupare questa zona) e materiali di alcuni monumenti funebri della via Nomentana. Si individuano un edificio, alto circa 3 metri suddiviso in due ambienti coperti a volta, e due alte pareti in blocchetti di tufo (una con ricorsi di mattoni)  e ammorsature angolari in travertino, conservate per un'altezza di circa 6 metri. La presenza di antichità ha probabilmente originato il toponimo Pietra Aurea (Pretadauoro, Pietra de Oro), che nel Medioevo indicava questa località.

Ruderi del Coazzo 2
2. Pareti Nord e Sud della Torre

Nel 1428 la famiglia Frangipane (allora proprietaria del fondo) cedette la metà del casale Pretadauoro alla basilica di S. Pietro; quest'ultima a sua volta alienò la tenuta nel sec. XVI a Cola Jacobacci, che all'epoca ne era l'affittuario. il termine Coazzo deriva probabilmente proprio dalla corruzione del cognome degli Jacovacci (o  Jacovazzi o Iacobacci), che furono proprietari anche del Ponte Nomentano.
Va sottolineato tuttavia che nella carta di Eufrosino Della Volpaia del 1547 l'area che a noi interessa non corrisponde né al casale indicato come Iacobacci (disegnato sulla sinistra della Nomentana) né alla casa torre indicata come S. Vasile (che è ovviamente la Torre di S. Basilio, oggi incorporata nell'omonimo Casale); entrambe le identificazioni sono da scartare, benché talvolta capiti di imbattersi in esse. Il Coazzo è invece da riconoscere nel casale turrito denominato Pietra de Oro. Infatti non deve trarre in inganno in fatto che questo sia disegnato dopo il bivio della Palombarese, che oggi inizia dopo il G.R.A.: la via, tracciata in epoca romana, in origine si staccava dalla Nomentana poco dopo il Casale di S. Basilio, come testimonia anche il Catasto Alessandrino.
Ciò permette anche di cogliere l’importanza strategica della torre, che aveva un’ottima visuale sulla valle sottostante solcata dal Fosso di S. Basilio (che ancora vi scorre) e dalla via Palombarese medioevale.

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Eufrosino della Volpaia
3. Eufrosino della Volpaia, Paese di Roma (1547), particolare

 


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