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torri medioevali fuori le mura tor marancia

 

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Tor Marancia

Ripresa aerea della torre
(Microsoft Virtual Earth
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Note
In questa sezione sono descritte le fortificazioni medioevali esterne alla Mura di Aureliano (ma comunque all'interno dell'ambito territoriale odierno di Roma) che conservano cospicui resti medioevali. La sezione è ancora in lavorazione.

titolo
Il sito di Roma Medioevale

A cura di
Fabrizio Alessio Angeli
Elisabetta Berti

© 2001-2012 Roma (I)
Associazione SestoAcuto
Tutti i diritti riservati

Salvo diversa indicazione,
tutti i testi e le fotografie
sono dei curatori.

Questa pagina è stata aggiornata il 18.10.2007

Tor Marancia

Tor Marancia (Viale di Tor Marancia)
Oggi è difficile rendersene conto, ma Tor Marancia nel Medioevo si trovava in una posizione invidiabile: nonostante la sua modesta altezza, controllava le valli sottostanti - solcate dall’Almone (o Acquataccia) e dal Fosso di Grotta Perfetta - ed era in contatto visivo con le vedette della via Ostiense, della via Appia e dell’Ardeatina.
L'importanza strategica del luogo è sottolineata dal fatto che tutto il territorio circostante era controllato nel Medioevo da una serie di torri: una di esse è stata demolita nel Novecento a circa 600 metri a Ovest di Tor Marancia, nei pressi della via Cristoforo Colombo; altre cinque vedette, ora non più visibili, occupavano l'area subito a Sud.
La torre quadrata, costruita in blocchetti di tufo e databile al XIII secolo, è alta circa 15 metri e misura 6 metri per lato. Ha cinque ordini di fori per le travature e numerose feritoie strette e molto alte (circa un metro). La sommità era coronata da quattro merli per lato ancora in gran parte visibili, benché in alcuni casi di restauro postmedioevale. Subito al di sotto dei merli, nel lato di sud, è un gocciolatoio marmoreo e traccia di un altro.
La torre presenta, su tre lati, finestre rettangolari con stipiti marmorei, decorate superiormente da un archetto in laterizio a sesto ribassato. Sul quarto lato (a ovest) si trova invece la porta rettangolare d'ingresso, sovrastata verticalmente da tre finestre (quella più in basso è oggi murata). All'interno si individuano i caratteristici pilastri angolari che sostenevano le volte in muratura del primo e ultimo piano, oggi crollate.
Lo spessore del muro è di m. 1.30 circa fino a metà dell'altezza della torre per poi rastremarsi progressivamente. Le pareti sono percorse dall'alto fino a terra da fenditure.
Tor Marancia, era un tempo collegata al casale omonimo (situato tra via delle Sette Chiese e via Nesazio) da una strada in parte oggi ricalcata dall’attuale via Casal De Merode; oggi è inserita in un’area pubblica recintata in carico al Servizio Giardini dell'XI Municipio.

Tor Marancia


Nel Medioevo la torre ebbe prevalentemente il nome di Torre delle Vigne; come tale ci è nota in un documento del 1385 in cui è indicato il tenimentum casalis Turris de Vineis. Analogamente, nel 1453 si parla della Turre delle Vigne extra portam S. Pauli. Soltanto verso la fine del XV secolo compare il nome moderno di Tor Marancia, anche se Eufrosino della Volpaia, nella sua pianta del 1547, la nomina ancora come Torre delle Vigne.
L’opinione comune vuole che Il termine «Marancia» sia una deformazione medievale del nome romano Amaranthus, con riferimento a un presunto liberto della famiglia Numisia, che sembra fu  proprietaria del fondo sotto Alessandro Severo (222-235). L’ipotesi è stata ripresa più volte in studi anche recenti, nonostante l'inconsistenza: innanzitutto non sembra attestato alcun liberto di nome Amaranthus; ma anche volendo accettare tale ipotesi, è ben poco credibile che alla fine del Quattrocento si origini all’improvviso un toponimo legato a un individuo vissuto  oltre mille anni prima. E’ evidente che bisogna andare a cercare l’origine del toponimo da qualche altra parte.
I nomi dei proprietari medioevali della tenuta (e della torre) non ci vengono in soccorso: infatti tra loro si annoverano le famiglie Conti (a cui forse si deve la costruzione della torre), Tebaldi, Bottoni e Leni; dalla fine del XV secolo appartenne poi all’ospedale del SS.mo Salvatore ad Sancta Sanctorum (l'attuale ospedale S. Giovanni); di fatto, nessun legame plausibile con il nome della torre.
Non è invece da escludere che esista una relazione con l'idrologia locale: come abbiamo visto in un'altra sezione di questol sito, nel XII secolo fu creato il canale della Marana che dalle sorgenti ai Castelli Romani portava l’acqua a Roma; e giusto a partire dalla fine del Medioevo il termine Marana/Marrana tende progressivamente a trasformarsi da nome proprio in nome comune, andando a indicare genericamente i fossi e le pozze di acque stagnanti (e in questo senso si è trasmesso fino ai nostri tempi nel linguaggio locale).
Ora, come è stato detto, Tor Marancia sorge su un’altura sopra le valli solcate dall’Almone, detto anche Marrana dell’Acquataccia (o Acqua Accia o semplicemente Accia), e dal Fosso o Marrana di Grotta Perfetta. Va poi aggiunto che fino alla completa urbanizzazione della zona, esisteva, nell’area oggi occupata dal C.T.O., una sorta di grosso stagno detto la marana di Tor Marancia, dove i ragazzi, fino agli anni Cinquanta del XX secolo andavano ancora a farsi il bagno. E’ infatti da sottolineare che tutta la zona è ricchissima di acque, non solo per i fossi; proprio nella tenuta di Tor Marancia  sono attestate tre sorgenti (la Teresina, l’Amelia e l’Ermanno proveniente da un cunicolo di età romana).
Pertanto, benché possa suadere anche l’ipotesi che la torre prenda il nome dall'Almone (Marana Accia potrebbe aver generato Marancia), noi riteniamo che sia stato proprio lo stagno a originare il toponimo, forse attraverso una variante dispregiativa (maranaccia) che però non è attestata.

Guarda la ripresa aerea di Tor Marancia
con Microsoft Virtual Earth

Tor Marancia

 


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