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Torre della Marrana
Ripresa aerea
con Microsoft Virtual Earth™
Altre torri fuori le Mura
(indice alfabetico)
Note
In questa sezione sono descritte le fortificazioni medioevali esterne alla Mura di Aureliano (ma comunque all'interno dell'ambito territoriale odierno di Roma) che conservano cospicui resti medioevali.
La sezione è ancora in lavorazione.


Il sito di Roma Medioevale
A cura di
Fabrizio Alessio Angeli
Elisabetta Berti
© 2001-2007 Roma (I)
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18.10.2007

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1. Lato Sud-Ovest
TORRE DELLA MARRANA (Ciampino, Via Panarea)
A circa un chilometro dal km 5 della via Anagnina (appena superato il confine con il comune di Ciampino) si conserva la Torre (o Torraccio) della Marrana. Per raggiungerla bisogna percorrere la via Anagnina fino al Km 5; appena passato il ponte sulla ferrovia, si svolta a destra per via di Valle Cupella (la toponomastica locale è stata recentemente modificata: la medesima strada, proseguendo, assume i nomi prima di via Capri e poi di via Ischia); si superano (ignorandole) tutte le strade a sinistra e si sale zigzagando fino a raggiungere un'altra ferrovia. Subito prima del passaggio a livello, si svolta a sinistra per via Panarea (è la strada che costeggia la ferrovia); dopo poche decine di metri si giunge alla torre.

2. Lati Nord-Est e Nord-Ovest
La torre è quadrata (m. 7 per lato) ed è impostata sui resti di una cisterna romana in scaglie di selce. E’ alta circa m. 12, ma in origine doveva essere più elevata: sono evidenti in alto i segni del crollo dell’attico. È costruita in piccoli parallelepipedi di tufo e peperino con scaglie marmoree al di sopra dell'ingresso; si distinguono quattro ordini di fori per le travature interne. Sul lato nord-est si aprono l’ingresso e una porta-finestra al primo piano, moderna. L’ingresso è sovrastato da un bell’archetto di scarico originale; allargato in età postmedioevale (a questa fase dovrebbero risalire forse gli stipiti in peperino) è stato di recente parzialmente murato in maniera rabberciata). L’interno presenta la traccia di un camino, una scala e un solaio di legno (moderni), da cui, tramite una tromba sullo spigolo est, è possibile raggiungere la sommità della torre, utilzzando dei pioli metallici infissi nella muratura.

3. Interno della torre (dal basso verso l'alto)
La torre era circondata da un antemurale pure quadrato (che in origine doveva misurare 26,80 metri per lato), di cui rimangono alcuni tratti, composto di filari di blocchetti di selce alternati da fasce in scaglie marmoree bianche. Da notare il lato nord con fasce alternate di selci e marmi bianchi.
Il piccolo fortilizio doveva essere in contatto con Torre Morena e con Castel Borghetto, il Castello dei Savelli sulla via Anagnina di cui forse costituiva un avamposto in direzione di Roma. Tanto la torre quanto il recinto possono essere datati all’inizio del XIII secolo. Infatti un Fundus Maran[us] cum prato et turri, è ricordato in una bolla di papa Onorio III del 1216; d’altro canto, il rivestimento a blocchetti di peperino (tipicamente bassomedioevale) non ci consente di risalire troppo oltre nel tempo.
4. Antemurale Nord
Nel tardo Medioevo la torre fu denominata «Torre dell'Acqua sotterra»: così in documenti del secolo XV è ricordata con i nomi di Casale quod dicitur Acqua sopterra, Casale Aque subterre e Casale Acquasocteria. Come Casale della Torre detta di Acqua sotterra è ricordata, quale proprietà del Capitolo Vaticano, ancora nel 1772.
La denominazione di Acqua sotterra non si dovrebbe riferire a una presunta sorgente sotterranea nei pressi (come talvolta si legge), bensì al fatto che qui scorre il fosso della Marana (o Marrana, o Mariana), lungo un percorso sotterraneo.
Guarda la ripresa aerea della Torre della Marrana
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5. Archetto di scarico sopra l'ingresso al piano terreno
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