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torri medioevali fuori le mura torre dei ss. quattro

 

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Torre dei Ss. Quattro

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Note
In questa sezione sono descritte le fortificazioni medioevali esterne alla Mura di Aureliano (ma comunque all'interno dell'ambito territoriale odierno di Roma) che conservano cospicui resti medioevali. La sezione è ancora in lavorazione.



titolo
Il sito di Roma Medioevale

A cura di
Fabrizio Alessio Angeli
Elisabetta Berti

© 2001-2012 Roma (I)
Associazione SestoAcuto
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Questa pagina è stata aggiornata il 18.10.2007

torre dei ss. quattro

TORRE DEI SS. QUATTRO (Via di Muro Linari 21)
Costruita nei secc. XII-XIII sui resti di un antico insediamento rurale, la magnifica torre dei Ss. Quattro fu preposta alla sorveglianza della vicina via Tuscolana (da cui dista 250 metri) e dei terreni circostanti appartenenti - sin dal secolo XIII - al monastero dei Ss. Quattro Coronati sul Celio (in un documento del 1296 figura tra i beni della Ecclesia SS.orum Quatuor).
Nel 1380 i cardinali commissari di Urbano VI vendettero il Casale de Santi Quactro (con torre, renclaustro, case, grotte e tenimento) a Tebaldo Taglienti del rione Campitelli, che però morì pochi anni dopo. Risulta infatti che la vedova Angela vendette già nel 1385 ai Malalingua la tenuta, la quale tuttavia già alla fine del secolo risulta per una metà di proprietà di Buzio Capocci de' Capoccini del rione Pigna e per l'altra di Giannuzio di Giacomello Gabrieli del rione Arenula. Nel 1398 il Capocci promise a Nicolò Porcari di vendergli la sua porzione de Lo Casale de Santi IIIIro (risultano effetivamente due versamenti in denaro a titolo di caparra, ma non sappiamo se e quando la vendita sia stata poi effettivamente perfezionata); nel medesimo anno il Gabrieli da parte sua impose sulla terza parte della sua metà del Casale Turris S.torurn IIIIor un'ipoteca in favore della futura nuora Angelozia di Martino Bondi, per la dote di lei.
Nel secolo XV troviamo in questo fondo gli Orsini, gli Stati e poi il monastero di s. Lorenzo in Panisperna. Il 4 gennaio 1402 Gentile Orsini cedeva al detto monastero la metà de Lo Casale de s.ti Quactro e della torre, case e pertinenze, compresa l'«acqua marane et marranelle» e il Casalectum Belvedere con torre (da cui si deduce che la tenuta includeva un'altra torre oggi scomparsa), ricevendo in cambio dal monastero monticiano la metà di Castel S. Angelo presso Tivoli, del quale il medesimo Gentile possedeva già l'altra metà. La Marana citata indica il fosso che dai pressi di Grottaferrata sfociava nell'Aniene a Ponte Nomentano. Nel XII secolo il corso fu deviato in direzione di Roma, mentre soltanto una piccola parte delle acque continuò a scorrere nel letto naturale, assumendo il nome di Maranella. Per maggiori informazioni sulla Marana v. la sezione di Medioevo.Roma Nascita di un fiume. La Marana.
Alcuni documenti datati tra il 1419 e il 1422 mostrano che alcune parti della proprietà spettavano alla famiglia Stati (un Pietro lasciò in eredità al proprio figlio illegittimo Cola la metà di ss. Quattro causando una controversia legale con la vedova) e alla famiglia Alzatelli. In questo periodo la tenuta è generalmente denominata negli atti o Casale S. Lorenzo o Casale Novum Alzatelli.
Il 18 maggio 1492 la quarta parte del fondo fu venduta alla famiglia Astalli, anche se la parte principale del tenimento spettava ancora a s. Lorenzo che l'unì più tardi alla più vasta tenuta di Tor di Mezzavia.

torre dei ss. quattro


La torre, a pianta pressoché quadrata (m. 6.80x6) e alta circa 20 metri e presenta un alzato costruito con piccoli parallelepipedi di peperino. Ha finestre rettangolari (alcune munite di stipiti), feritoie e fori per le travature. La parte superiore conserva ancora alcuni merli di tipo ghibellino (probabilmente posteriori), mensole marmoree e resti di due caditoie. All'interno, secondo una tecnica molto comune, il piano terra è coperto con una volta a crociera in muratura in cui si apre una botola (creata probabilmente in età moderna), mentre i piani superiori sono lignei. Alcune nicchie si aprono sulla faccia interna delle pareti.
Nel lato sud si scorge un'interessante parete in tufelli con finestre rettangolari, che costituisce l'ultimo avanzo di un casale fortificato addossato alla torre; l'ingresso alla fortificazione avveniva attraverso un arco in laterizio protetto da un portone sul lato est: rimangono i marmi forati (in alto e in basso) per l'inserimento del cardine sinistro e un accenno dell'arco. E' ancora ben visibile la traccia del tetto a due spioventi che copriva il casale; il fatto che la muratura sotto la traccia del tetto sia nettamente diversa da quella soprastante sembra indicare che il casale era precedente alla torre e che questa fu eretta sfruttandone una parete.
Lo spigolo sud-est mostra un restauro (forse di età tardomedioevale) in opera listata con utilizzo di file di tufelli piuttosto irregolari alternate a doppie file di laterizi.
Il complesso, con torre e castello, è riprodotto, schematicamente, con il nome di «Castel di S. Lorenzo», nella carta di Eufrosino della Volpaia, sotto riprodotta. Tor dei Ss. Quattro costituiva non solo una importante vedetta ma certamente anche un piccolo luogo fortificato per il controllo della via Tuscolana: doveva perciò essere in contatto con la Torre di Mezzavia e con altre torrette circostanti: una è la già citata torre presso il Casalectum del Belvedere; un'altra - anch'essa scomparsa - era chiamata dai documenti del XIII secolo Torre de' Baroncini, e confinava con la Tenuta dei Ss. Quattro.

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Eufrosino della Volpaia

Si ringrazia l'attuale proprietario sig. Flavio Graziosi per la cortese collaborazione.

 


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