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francesca persici s. maria della vittoria a percile

dedica

In questa pagina:
Francesca Persici,
La chiesa di S. Maria della Vittoria a Percile (RM)

Percile

L'esterno della chiesa

I restauri e il portale


L'interno della chiesa

Medioevo.fuoriRoma
(indice della sezione)



titolo
Il sito di Roma Medioevale

A cura di
Fabrizio Alessio Angeli
Elisabetta Berti

© 2001-2012 Roma (I)
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tutti i testi e le fotografie
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Questa pagina è stata aggiornata il 04.10.2007

Percile (Panorama)

Percile
Nel Parco Naturale regionale dei Monti Lucretili, immerso in un oasi di verde, a non più di 57 Km da Roma, esiste un luogo, Percile, in cui il tempo sembra essersi fermato e dove è possibile ritrovare valori e tradizioni secolari. In questo luogo le bellezze naturali, come i due laghetti di natura carsica, si incorniciano, in armonia tra le antiche costruzioni (Castel di Pietro Demone dell' XI secolo, già sede del monastero del X secolo di S. Maria) e quelle moderne, realizzate sempre nel pieno rispetto dell'ambiente e dell'antica tradizione culturale che si respira ovunque. In un documento della prima metà del IV secolo, redatto dal biografo di S. Silvestro V, tale Anastasio, si riporta la notizia del lascito di una proprietà dell'Agro Tiburtino, denominata Fundum Percilianum. Una serie di alterne vicende danno modo di poter osservare come Percile si sia legato nel corso del tempo ad episodi di grande importanza storica, come lo sbarco dei saraceni nell'828, sulle vicine coste laziali, a cui fece seguito nell'886 la guerra tra questi ultimi e un esercito formato dalla popolazione locale e da mercenari, sotto la guida di Carlo il Calvo. I vinti sopravvissuti si insediarono nel luogo fondando i primi agglomerati di Saracinesco, Ciciliano, Gerano e Sambuci, mentre i vincitori costituirono i nuclei di Rocca Giovine, Licenza, Civitella e Percile. Nei primi decenni del 1000 le proprietà costituenti il territorio percilese furono donati all'Abbazia di Farfa, che ne detenne il governo fino al 1200, quando passò alla famiglia degli Orsini, che dette uno Statuto alla comunità. Durante questi due secoli furono realizzate le prime strade campestri e il Castello di Petra Demone, tra Orvinio e Percile.


Percile 02

L'esterno della chiesa
Circondata dagli alti alberi del bosco e immersa nel rumore del torrente Licenza, che scorre lì vicino, troviamo la chiesa di S. Maria della Vittoria, edificata per volere di Carlo d'Angiò, dopo la vittoria riportata su Corradino di Svevia il 23 agosto 1268. Secondo quanto riportato dagli storici, che hanno ricostruito la storia del paese, l'edificio sacro risale al XIII secolo circa. L'edificio medioevale confina per metà del suo perimetro con altre strutture: l'eremo, di modesta costruzione, sormontato da un campanile ad un'arcata, realizzata con due colonne, la cui spinta verso l'alto è ritmata da elementi pensili, e che richiama lo stile della chiesa; e il cimitero del paese, per la cui costruzione è stato, appunto, sacrificato il muro perimetrale della chiesa e le finestre che filtravano la luce e provocando un'infiltrazione di umidità sulla parete.




I restauri e il portale
Gli evidenti segni del tempo sono stati attenuati da una serie di restauri curati dalla Sovrintendenza alle Belle Arti di Roma (1970), di cui si possono notare alcuni interessanti particolari, come la rimozione delle lapidi in memoria dei caduti della guerra del 1915-'18, che ha permesso alla chiesa di riassumere, almeno in parte, il suo aspetto originario. L'architettura è in stile romanico, con alcuni elementi di presunta matrice romana (le colonne nella zona del presbiterio e la pavimentazione in piccoli mattoni di epoca traianea nell'orto retrostante) e infiltrazioni gotiche (arco a sesto acuto). L'ingresso principale fu sostituito con quello laterale arricchito con un portale, realizzato usando parti di trabeazione in pietra di epoca romana, corrispondenti sotto molti aspetti a quelli di villa Adriana. Il 14 febbraio 1981 ci fu il clamoroso furto dell'architrave e di due delle pietre del portale: in seguito a questo gravissimo fatto, fu deciso di trasferire nella chiesa parrocchiale le pietre rimaste e il crocifisso ligneo del 1600, del quale è rimasta traccia nella parete di fronte all'entrata, proprio sopra al confessionale.



INterno

L'interno della chiesa

L'interno della chiesa è ad aula unica. La zona dell'abside è separata dal restante corpo dell'edificio da un arco a tutto sesto, che poggia su due semi-colonne sormontate da due capitelli dorici. In questo caso l'arco ha la funzione di separare la zona sacra, destinata al presbiterio, da quella riservata ai fedeli. Il tetto della chiesa, realizzato a capriate e visibilmente restaurato, ha mantenuto l'aspetto originario, mentre il pavimento è stato "liberato" dalle varie tombe che vi erano state poste secondo un'antica tradizione cristiana. Le pareti della chiesa sono state restaurate nel corso dell'ultimo intervento della Sovrintendenza, ma bisogna segnalare i danni causati dall'umidità e ad altri fattori atmosferici, che hanno seriamente compromesso l'apparato iconografico che originariamente doveva ricoprire diverse zone dell'edificio. Nonostante ciò sono ancora parzialmente visibili due affreschi nella parete adiacente al cimitero, sopra e al fianco del confessionale: nella zona sopra il confessionale, dove era posto il crocifisso ligneo del '600, e subito a fianco, dove ritroviamo una figura dalle fattezze umane.

Percile 04

Un luogo di pace.
Dove gli unici suoni sono quelli della natura,
dove le tradizioni millenarie
si rinnovano ogni anno con grande magia.

Testo e fotografie di Francesca Persici

 


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