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In questa pagina:

Libri e cataloghi

Luca Cardin, Epigrafia a Roma nel Primo Medioevo

Archeologia e storia nel Museo Nazionale Romano Crypta Balbi

Roma antica nel Medioevo. Mito, rappresentazioni, sopravvivenze nella Respublica Christiana dei secoli IX·XIII

Storia di Roma dall'antichità a oggi, II. Roma medievale

R. Krautheimer, Roma. Profilo di una città. 312-1308

S. Del Lungo, La toponomastica archeologica della Provincia di Roma

Cesare D'Onofrio, Visitiamo Roma mille anni fa.

C. Nardella, Il fascino di Roma nel Medioevo. Le "meraviglie di Roma" di Mastro Gregorio



titolo
Il sito di Roma Medioevale

A cura di
Fabrizio Alessio Angeli
Elisabetta Berti

© 2001-2012 Roma (I)
Associazione SestoAcuto
Tutti i diritti riservati

Salvo diversa indicazione,
tutti i testi e le fotografie
sono dei curatori.

Questa pagina è stata aggiornata il 07.02.2009

Luca Cardin, Epigrafia a Roma nel Primo Medioevo (secoli IV-X): Modelli grafici e tipologie d’uso, Roma, Jouvence, 2008 (Quaderni Cislab, 3).

Copertina del libro L'epigrafia (non solo quella medioevale) non gode oggi di grande fortuna ed è forse una delle discipline storiche meno conosciute fuori dagli ambiti accademici. Sarà per la difficoltà nel decifrare le epigrafi a causa delle abbreviazioni e dei nessi, sarà perché sono disposte o nei punti più alti dei templi antichi o negli angoli più bui delle chiese medioevali, fatto sta che pochi si soffermano su quelle pietre e su quelle lastre di piombo che il passato ci ha tramandato. Non possiamo quindi che segnalare con soddisfazione l’uscita del volume di Luca Cardin, Epigrafia a Roma nel Primo Medioevo (secoli IV-X): Modelli grafici e tipologie d’uso, per i tipi dell'editrice romana Jouvence.

Lo studio parte dall'analisi di quello che è il più tipico fenomeno dell’epigrafia romana altomedioevale, ovvero la variazione dei luoghi fisici dedicati all’esposizione della scrittura. Durante l’età antica l’iscrizione rappresentava il mezzo di comunicazione pubblica per cui, di regola, era esposta in luoghi aperti; con l’avvento del Medioevo invece, le iscrizioni vengono trasferite all’interno di spazi chiusi (soprattutto le chiese).
Oltretutto, con il V-VI secolo scompare l’epigrafia di committenza medio-bassa, per rimanere appannaggio esclusivo della Chiesa e delle classi superiori. L’antica Capitale epigrafica (che per secoli era stata la scrittura per eccellenza, le cui forme erano state definitivamente canonizzate tra i secc. I a.C. e II d.C.), nel V secolo viene ad essere utilizzata soltanto in ambito curiale, in una forma fondamentalmente corretta benché schiacciata ai lati, con l’esito di lettere meno squadrate e più verticalizzate; Cardin propone di definire tale esito come Capitale dei Papi, una formula forse non felicissima ma comunque efficace.
Collateralmente, si sviluppa una grafia (che Cardin definisce Maiuscola di tipo capitale) di committenza non pontificia, caratterizzata soprattutto dalla presenza di traverse spesso spezzate, dagli occhielli delle lettere B, P, R spostati verso l’alto, dall’uncinatura degli apici (di derivazione damasiana), dal frequente uso di nessi e legature.
Soltanto con il IX secolo, per effetto dell’influenza dei modelli grafici prodotti dalla cultura carolingia, la capitale epigrafica tornerà a essere appannaggio di tutte le classi sociali, in una forma (la Capitale Carolina), di altissima qualità e di chiaro gusto antiquario.

Il volume di Cardin propone lo studio di tutta questa evoluzione dell’epigrafia sotto tre profili diversi: la committenza (cap. 1), l’evoluzione grafica (cap. 2) le implicazioni sociali ed economiche (cap. 4). Una sezione estremamente interessante è poi costituita dall’analisi delle epigrafi perdute (cap. 3), di cui è rimasta traccia nelle fonti medioevali: sillogi epigrafiche, itineraria (resoconti di viaggio, elenchi di luoghi venerati, ecc.), citazioni nel Liber Pontificalis.

La grande assente nel pregevole studio di Cardin è la descrizione analitica delle 70 epigrafi, la cui riproduzione correda la coda del volume. Una scheda per ogni epigrafe riprodotta - in cui fossero stati riportati i caratteri generali (ubicazione, datazione, dimensioni, rigatura), la tipologia della scrittura e degli elementi connessi (punteggiatura, ornamentazione, giustificazione, ecc.) e gli elementi tachigrafici - avrebbe sicuramente dato al lettore maggiori elementi di riflessione e avrebbe costituito un fondamentale punto di riferimento metodologico per gli studi a venire.

www.jouvence.it

 


 

Roma dall'Antichità al Medioevo. Archeologia e storia nel Museo Nazionale Romano Crypta Balbi, a cura di M.S. Arena, P. Delogu, L. Paroli, M. Ricci, L. Saguì, L. Vendittelli, Milano, Electa, 2001

Copertina del libro La ricerca archeologica di quest'ultimo ventennio a Roma ha sostanzialmente accresciuto la conoscenza delle fasi tardoantiche e altomedievali della città. Ne è testimonianza lo splendido catalogo del Museo Nazionale Romano «Crypta Balbi», aperto al pubblico il 2 aprile del 2000. Com'è noto, la Crypta Balbi era in antico un vasto cortile porticato annesso al teatro che Lucio Cornelio Balbo aveva eretto nel 13 a.C. Gli scavi nell'area hanno rivelato che la vita del monumento continuò anche dopo l'età antica con una serie di trasformazioni e riusi protrattasi ininterrottamente attraverso il Medioevo e il Rinascimento sino all'età moderna. Le ricerche, condotte nell'arco di vent'anni, hanno in particolare portato in luce le testimonianze di costumi sociali e di attività economiche sviluppatesi nel periodo che segna il passaggio dall'Antichità al Medioevo, consentendone una nuova, più profonda comprensione. Ma chiamare catalogo il volume edito da Electa è in realtà estremamente riduttivo: esso infatti, oltre a presentare analiticamente tutti i materiali esposti, contiene una grande messe di saggi d'insieme e schede informative sui principali siti archeologici tardoantichi e altomedievali di Roma. Il volume è destinato certamente a rappresentare uno strumento fondamentale per la conoscenza e lo studio della fisionomia archeologica di Roma dopo la fine del mondo antico.


Roma antica nel Medioevo. Mito, rappresentazioni, sopravvivenze nella Respublica Christiana dei secoli IX·XIII. Atti della XIV settimana internazionale di studio (Mendola, 24·28 agosto 1998), a cura di P. Zerbi, Milano, Vita & Pensiero, 2001 (Storia. Ricerche)

Copertina del libroUno dei temi centrali per la comprensione e lo studio del mondo medioevale è quello dell'eredità e della sopravvivenza di Roma antica tra il IX e il XIII secolo. Come si integrano lo spazio memoriale e le tradizioni della capitale del paganesimo negli ideali e nelle strutture dell'età cristiana per eccellenza? Quale immagine ne è trasmessa ai secoli di mezzo e quali aspetti e realtà ne sono recepiti, dimenticati o volutamente respinti e obliterati? Queste e altre simili domande hanno guidato le riflessioni condotte da medievisti di fama internazionale nel corso della XIV Settimana di studio, tenutasi al Passo della Mendola (Trento) nell'agosto 1998, i cui atti sono stati oggi raccolti e pubblicati in questo volume. Tra i molti saggi proposti segnaliamo: L'uso dell'antico nell'ideologia papale, imperiale e comunale, di Arnold Esch; Eredità di Roma e originalità nelle istituzioni comunali, di Giancarlo Andenna; L'antiquaria romana dal Liber Pontificalis ai Mirabilia urbis Romae, di Cristina Nardella; Roma e le antichità romane nelle raffigurazioni medievali, di Ursula Nilgen.  


Storia di Roma dall'antichità a oggi, II. Roma medievale, a cura di A. Vauchez, Roma-Bari, Laterza, 2001 (Storia e società).

Copertina del libroNei secoli che vanno da Gregorio Magno al trasferimento della corte pontificia ad Avignone, Roma conosce vicende di enorme importanza sia in campo politico e istituzionale, sia a livello economico e urbanistico. Il volume miscellaneo Roma medievale, a cura di André Vauchez ed edito da Laterza, ne illustra gli aspetti più significativi e interessanti. Tra gli articoli raccolti: Il passaggio dall'Antichità al Medioevo di Paolo Delogu; Aristocrazia e società (secoli VI-XI) di Federico Marazzi; Società ed economia (1050-1420) di Sandro Carocci e Marco Vendittelli; Il comune romano di Jean-Claude Maire Vigueur; L'organizzazione territoriale e l'urbanizzazione di Etienne Hubert; Chierici, monaci e frati di Giulia Barone; Pellegrini, stranieri, curiali ed ebrei di Anna Esposito; Società e cultura scritta di Paola Supino Martini; Arte del Medioevo romano: la continuità e il cambiamento di Serena Romano; Le feste: cultura del riso e della derisione di Manine Boiteux; Tradizioni popolari e coscienza politica di Massimo Miglio.

 


RICHARD KRAUTHEIMER, Roma. Profilo di una città. 312-1308, Roma, Edizioni dell'Elefante, 1981.

Copertina del libroChiunque sia anche soltanto un pizzico curioso della Roma medioevale (e se vi trovate in questo sito vuol dire che lo siete) deve lasciare un posto d'onore nella propria biblioteca a questa opera di uno dei più grandi specialisti del settore. Come scrisse Federico Zeri, "...a ogni riga si avverte che il crogiolo da cui è uscita questa materia ha fuso decenni di ricerche, e un'immensa quantità di dati, elementi, immagini. Ma l'aspetto più notevole di questo libro è che esso fornisce lo spunto per una serie, praticamente infinita, di approfondimenti e ulteriori indagini". E tanto basti. spegnete il computer e andate a rileggere Roma. Profilo di una città; oppure andatelo a comprare.

 


STEFANO DEL LUNGO, La toponomastica archeologica della Provincia di Roma, Roma, Regione Lazio (Assessorato Politiche per la promozione della Cultura, dello Spettacolo e del Turismo - Centro Regionale per la Documentazione dei Beni Culturali e Ambientali), 1996.

Copertina del libroCasaccia dei Ladri, Quarto Colonnella, Conventaccio, Torre Castellazza… I toponimi sono la principale espressione dello stretto rapporto tra un'area geografica e la gente che la frequenta; potremmo dire che il toponimo storicizza il paesaggio e permette di coglierne i cambiamenti e le modifiche nel tempo. Oggi l'opera di Stefano Del Lungo permette finalmente di inquadrare correttamente (sia nel significato, sia nella localizzazione topografica) centinaia di toponimi di carattere archeologico della Provincia di Roma.

 


CESARE D'ONOFRIO, Visitiamo Roma mille anni fa. La città dei Mirabilia, Roma, Romana Società Editrice, 1988 (Studi e testi per la storia della città di Roma, 8).

Copertina del libroUn libro di qualche anno fa che ha per oggetto la pubblicazione (purtroppo non sempre integrale) di quattro testi storico-topografici della città di Roma d'età medioevale: i Mirabilia Urbis Romae, Le miracole de Roma, la Graphia aureae urbis Romae e il Tractatus de rebus antiquis et situ urbis Romae (altrimenti conosciuto come Anonimo Magliabechiano). Si tratta di opere già edite, ma che qui sono per la prima volta proposte al grande pubblico, corredate di una interessante analisi introduttiva.

 


CRISTINA NARDELLA, Il fascino di Roma nel Medioevo. Le "meraviglie di Roma" di Mastro Gregorio, Roma, Viella, 1997 (La corte dei papi, 1).

Copertina del libro
All'interno della collana "La corte dei papi", diretta da Agostino Paravicini Bagliani, ed edita dalla Viella di Roma, è stata pubblicata una nuova edizione, corredata da una bella traduzione italiana, di una delle più originali guide medioevali per pellegrini: la Narracio de mirabilibus urbis Romae, scritta tra il XII e il XIII secolo da un erudito inglese, Mastro Gregorio.L'edizione di Cristina Nardella ha il suo punto di forza nell'analisi, accorta e puntuale, del testo medioevale. Diciassette tavole f.t. in b/n completano la pubblicazione: tra esse merita una menzione la riproduzione di carta 190r del ms. E.4.96 del St. Catherine College Cambridge, unico manoscritto che abbia tràdito la Narracio.

 


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